Il trattamento di fine rapporto o più comunemente chiamato liquidazione non è altro che una quota accumulata (una sorta di risparmio) che il dipende mediante dei versamenti continui tende ad aumentare in tutto il periodo lavorativo. Il lavoratore può esigere per legge tale somma nel momento in cui cessa tale rapporto professionale con l’Azienda. L’ equivalente di tale TFR e all’incirca una mensilità annua divisa per 13,5. Si darà origine ad un trattamento di fine rapporto lordo al quale successivamente verranno attribuite delle tassazioni previste dalla legge. Per quanto riguarda la possibilità del lavoratore ad ottenere anticipatamente tale liquidazione essa è plausibile sempre che si disponga di determinati requisiti richiesti per tale operazione. In genere più di otto anni di lavoro presso l’Azienda, tale liquidazione non può superare il 70% dell’importo preso in considerazione sempre e comunque giustificando la richiesta per motivi di estrema urgenza ( maternità/paternità, costi effettuati per congedi di formazione, salute). Il datore di lavoro per legge può accettare le richieste di liquidazione dei richiedenti purché non superino il 4% del totale dei dipendenti stessi.
Vedi anche: Come si calcola il TFR
domenica 8 agosto 2010
Chiedere un anticipo del TFR
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Il fondo pensione Cometa. Cos'è e come funziona
Il prestigioso fondo di pensione previdenziale complementare Cometa nasce da un accordo (21/10/1997) con diverse organizzazioni di categoria che sindacali (Fiom, Uilm e altri). Rivolto a tutti coloro che lavorano nella categoria dei metalmeccanici oppure che svolgono istallazioni e che riguardano il settore degli orafi e argentieri come previsto da un accordo stipulato (01/02/1999). Cometa è un fondo previdenziale complementare negoziale il quale unico e solo interesse è quello di garantire al lavoratore un capitale aggiuntivo a quello erogato dal sistema previdenziale Imps. Perciò non persegue fini di lucro alcuno ma solo l’interesse del lavoratore mediante gestione dei contributi incanalati in un fondo comune in seguito opportunamente investiti sul mercato finanziario . Nel momento in cui si aderisce a Cometa in genere fluiranno all’interno del fondo pensione i seguenti contributi del lavoratore: TFR (trattamento di fine rapporto)di solito conferiti tacitamente in parte o una percentuale come previsto dagli accordi e dalla legge. Una somma sottratta dal salario la quale potrà essere in libero arbitrio scelta dal lavoratore (in genere la somma minima di adesione 1,2% ) garantendo una somma anche del datore di lavoro che sarà soltanto in questo caso obbligato ad erogare. Per quanto concerne la gestione finanziaria del fondo pensione Cometa vi è una suddivisione in multicomparti ( in genere quattro: Comparto monetario plus, sicurezza, reddito, crescita). Questi sono associati ad un certo grado di rischio di investimento previdenziale e sono creati per soddisfare al pieno le esigenze e necessità di ogni aderente). Per quanto concerne la gestione del fondo previdenziale e la custodia , Cometa è obbligato per legge a scegliere delle società esternalizzate. Ovvero la Banca( BNP) ha il compito di custodire ma anche di controllare le richieste dei gestori come previsto dalla legge. Assicurazioni ed altre società sono scelte dal consiglio amministrativo (CDA).In ultima istanza il fondo pensione Cometa garantisce una serie di vantaggi che vanno da quelli fiscali (i contributi sono deducibili dal reddito fino a 5.164,57 euro) a quelli inerenti sia i costi minori di gestione sia la possibilità di ottenere il contributo del datore di lavoro.
Vedi anche: Come si calcola il TFR Come chiedere un anticipo sul proprio TFR
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Come si calcola il TFR. Esempio calcolo della liquidazione
Il TFR è stato introdotto nel nostro ordinamento dalla legge 297/82. In tutto il corso degli anni professionali che ogni individuo mette in atto versiamo una tantum in una sorta di salvadanaio dei risparmi) che poi nel momento in cui finisce il nostro rapporto di lavoro preleveremo. Questo risparmio a quanto ammonta? Generalmente dovremmo guardare tutti i cedolini di cui disponiamo riferiti al periodo di lavoro osservare le diverse quote accumulate e sommarle. Il tutto però, considerandoci poco esperti di contabilità, risulterebbe di difficile decifrazione perdendoci tra le tante voci riportate. Poniamo un esempio che ci aiuterà nella comprensione di tale calcolo. Se Tizio ha conseguito un reddito pari a 16.000 euro riferito all’anno 2005 il calcolo è il seguente: 16.000 : 13,5 = 1185,18 (accantonamento)
La somma di accantonamento che ricaveremmo verrà a sommarsi con le quote accantonate in tutti gli altri anni. Ciò che ricaveremo ovviamente è una liquidazione (TFR) al lordo delle imposte poiché su il di esso saranno applicate le tassazioni previste dalla legge. Il calcolo del TFR appare comunque ogni anno sul CUD del dipendente. Ricordiamo che tale TFR può essere anticipatamente richiesto per ovvie necessità ed urgenza . In quel caso l’anticipo può corrispondere ad un massimo di 70% dell’importo ed in ogni caso il lavoratore deve aver lavorato per otto anni presso l’Azienda.
Vedi anche: Come chiedere un anticipo sul proprio TFR
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venerdì 6 agosto 2010
Fondo pensione Espero per investire il TFR
La dirompente crisi economica che sta investendo a livello globale tutti i governi, ha portato al collasso tutta la finanza mondiale prima responsabile di tale situazione. Altro imputato è l’indebitamento pubblico che i vari Stati hanno aumentato in modo esponenziale negli anni. Alla luce di quanto detto è ipotizzabile che governi attuino delle restrizioni economiche sui stipendi pubblici sia sulle pensioni aumentando in tal modo le entrate statali. Risponde a questo problema Espero. Prestigioso strumento senza alcun fine di lucro il quale fine ultimo è solo quello di ottenere una pensione supplementare a quella erogata dall’ INPDAP ( Istituto Nazionale di Previdenza per i dipendenti della Amministrazione Pubblica). Espero nasce da un accordo varato il 14/03/2001 contratto con i vari sindacati di categoria (FLC CGIL CISL scuola UIL scuola). Esso si rivolge essenzialmente: dirigenti scolastici, insegnanti, personale tecnico amministrativo, ausiliari. Tutti coloro che hanno aderito ad Espjavascript:void(0)ero possono disporre di un personale conto nel quale confluiscono tutti i contributi versati. Questi capitali avvalendosi di economisti verranno investiti sui mercati finanziari. Tutta la struttura di controllo che amministrativa è esclusivamente eletta dagli aderenti stessi e da rappresentanti del MUR. In oltre Esporo risulta molto più vantaggioso rispetto al TFR riconosciuto per legge.(75% dell’indice ISTAT 1.5%). Ogni anno verrà recapitato nella propria abitazione un estratto conto nel quale verrà riportato con trasparenza sia i versamenti effettuati sia le relative risorse maturate. Espero non può essere colpita da procedure fallimentari in quanto gode di tecniche contabili di capitalizzazione del capitale, ovvero si avvale di investimenti che non possono superare la soglia tollerabile del patrimonio. La divisione in comparti di Espero consente di avere diverse tipologie di investimento dei fondi. Essi vengono investiti in: Titoli di Stato, pacchetti azionari, ed altri titoli obbligazionari. Il rendimento è legato all’ andamento del mercato. Creando una variabilità che non consente di definire con esattezza la pensione complementare, essa è connessa sempre al rischio degli andamenti di mercato sempre tenuti sotto controllo.
Vedi anche: Come si calcola il TFR
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