Molte persone, prima di stipulare una polizza pensione sono soliti informarsi sui contributi versati e su come potere calcolare la loro pensione al fine di poter meglio decidere quale sia il piano pensione individuale più adatto alle loro esigenze.
L'Inps in questi giorni sta faciendo prevenire delle comunicazioni, contenenti anche il nostro pin ad eccezione degli ultimi caratteri, inerenti al fatto che per visualizzare le informazioni necessarie sarà sufficiente collegarsi al sito Inps.it e inserire i dati della nostra tessera fiscae/sanitaria.
Nel caso in cui poi non fossimo in possesso del codice fiscale/sanitario dovremo allora telefonare al numero 803 164 e arrivare, seguendo il menù vocale automatico, alla voce Posizione Assicurativa.
lunedì 15 novembre 2010
Come sapere i contributi Inps versati per il calcolo della pensione 803164
Etichette: Pensione
alle 13:06 0 commenti
giovedì 23 settembre 2010
Formula per il calcolo della pensione Inps
L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale applica una serie di calcoli al fine di determinare l’ammontare della nostra pensione. Oggi giorno l’attuale sistema pensionistico prevede il calcolo contributivo anche se ,come vedremo, in alcuni casi si applica il calcolo retributivo e misto.
Tale conteggio è diverso in base all’anzianità contributiva maturata al 31 dicembre del 1995. Ma vediamo insieme come si applica il calcolo pensionistico contributivo:
a) Innanzi tutto l’applicabilità è riferita ai lavoratori privi di anzianità di contributi al 01/01/1996. Verranno considerati tutti i contributi versati nella vita del lavoratore. L’applicabilità del calcolo terrà in considerazione quattro canoni.:
Decifrare con massimo scrupolo ed esattezza l’ammontare della retribuzione annuale del lavoratore sia che esso sia un lavoratore autonomo, dipendente o parasubordinato;
Successivamente nel calcolo si terrà in considerazione il calcolo annuo dei contributi sulla base dell’ aliquota prevista per legge (33% per lavoratore dipendente, 20% lavoratore autonomo, 19,70 per lavoratore subordinato, quest ‘ultima può subire un innalzamento al 20% qualora il reddito superasse 39.297 euro annui).
b) Dopo di che procederemo al calcolo del montante che si ottiene semplicemente con l addizione dei contributi previdenziali di ogni anno lavorativo. Va tenuta in considerazione la rivalutazione in rapporto al tasso annuo di capitalizzazione (determinate dal variare medio di cinque anni del prodotto interno lordo).
c) Successivamente applicheremo al montante ottenuto il relativo coefficiente che tiene in considerazione l’ età di pensionamento, riportiamo qui di seguito i relativi coefficienti di applicabilità:
ETA’ 57 COEFFICENTE 4,720%
ETA’ 58 COEFFICENTE 4,860%
ETA’ 59 COEFFICENTE 5,006%
ETA’ 60 COEFFICENTE 5,163%
ETA’ 61 COEFFICENTE 5,334%
ETA’ 62 COEFFICENTE 5,514%
ETA’ 63 COEFFICENTE 5,706%
ETA’ 64 COEFFICENTE 5,911%
ETA’ 65 COEFFICENTE 6,136%
SISTEMA RETRIBUTIVO
Per quanto concerne il sistema retributivo innanzi tutto l applicabilità è riferita a coloro cha posseggono almeno 18 anni di contributi versati al 31/12/1995.
In questo caso si procederà a fare la media delle retribuzioni (se dipendente) ,dei redditi (se lavoratore autonomo) relativo agli ultimi anni lavorativi.
Per svolgere tale calcolo basato sul sistema retributivo si terrà conto di tre elementi essenziali:
a) Anzianità contributiva: rappresentata dalla totalità contributiva dimostrabile dal lavoratore (espressi anche nel suo conto contributivo). Non si terrà conto se tali contributi siano contributi obbligatori o meno, né se essi siano figurati oppure oggetto di riscatto contributivo.
b) Dopodichè determineremo la media della retribuzione (o reddito) riscossi negli ultimi anni lavorativi. Al quale verranno applicati gli indici istat predeterminati anno per anno.
c) Si applicherà l' aliquota che corrisponderà al 2% delle retribuzioni o redditi ricavati , tenendo in considerazione che quanto detto viene applicato a redditi non superiori a 39.297 euro annui anche se esso andrà a decrescere per fasce superiori di importo. Da ciò ne deduciamo che se dobbiamo calcolare una pensione con 35 anni di contributi la pensione che ricaveremo avrà un valore del 70% della relativa retribuzione, qualora invece dovessimo ricavare la pensione su 40 anni contributivi la pensione equivale all’ 80% della retribuzione (fa riferimento alla media delle ultime retribuzioni).
Questa tipologia di sistema retributivo tiene in considerazione due quote:
La prima rappresenta la base dell’anzianità contributiva (maturata al 31/12/1992). Espressa nella media aritmetica del ricavato (reddito o retribuzione) degli ultimi 5 ani (ultime 260 settimane pre-pensionamento).
La seconda quota terrà considerazione della anzianità contributiva maturata al 01/01/1993., ovvero alla data iniziale di pensionamento. Questa volta la media aritmetica va calcolata su retribuzioni o redditi
Sugli ultimi 10 anni se dipendente e sugli ultimi 15 anni se lavoratore autonomo.
Il sistema misto è applicabile solo a coloro che possiedono meno di 18 anni contributivi al 31/12/1995. Nella presente tipologia mista il calcolo per definire la pensione applicherà parzialmente il sistema retributivo sull’anzianità contributiva maturata al 31/12/1995, e sempre parzialmente col sistema contributivo per quanto concerne l’anzianità contributiva maturata al 01/01/1996.
Va considerato un ultimo fattore rappresentato, per coloro che possiedono una anzianità contributiva pari o superiore a 15 anni (dei quali ameno 5 successivi al 1995), dalla possibilità che la propria pensione si avvalga del solo calcolo contributivo.
Etichette: Pensione
alle 17:13 0 commenti
giovedì 9 settembre 2010
Pensione casalinga Fondo sociale Inps requisiti vecchiaia 65 anni
La pensione per le casalinghe avviene grazie a dei fondi sociali istituiti per permettere alle casalighe, sia di sesso femminile che maschile, di avere una pensione per l'attività svolta nelle mura domestiche.
A tali fondi possono iscriversi uomini e donne che non hanno superato i 65 anni di età, che non sono già titolari di altre pensioni e che non svolgono attività lavorative autonome o dipendenti a tempo pieno. Il fondo pensione per casalinghe INPS è infatti compatibile con un lavoro part-time.
La polizza prevede dei versamenti mensili ad importo libero a partire da 25,82 euro. Non prevede alcun limite di importo massimo versato e il mero di mensilità versate verra calcolato sulla base importo/25,82.
Versando quindi 120,00 euro ci verranno contati 4 mesi di contributi essendo il risultato di 120,00/25,82 4,64 e dovendo tenere conto solo dei mumeri interi.
Potremo decidere anche di versare i contributi per gli anni passati.
I contributi versati (tutti) sono deducibili dalle tasse al 100%.
Sarà possibile iniziare a avere la pensione fra i 57 anni e i 64 anni se abbiamo versato almeno 60 mensilità di contributi e se l'assegno di pensione che ne deriva è maggiorato almeno del 20% dell'assegno sociale oppure a 65 anni fermo restando il requisito dei 5 anni di contributi.
Facciamo un esempio pratico e immaginiamo di essere nati nel 1955 e di versare i contributi dal 1997 al 2009 in occorrenza della richiesta di iscrizione.
Versando per gli anni passati 700 euro annui e versando la medesima cifra per i prossimi anni a 65 anni avremo diritto a 1.546,24 di pensione annui.
sett. 2010
Vedi anche: assicurazione casalinghe
Fondi pensione
Etichette: Casalinga, Pensione
alle 06:12 0 commenti
domenica 8 agosto 2010
Piano Pensionistico individuale PIP
Al Piano Pensionistico (o fondo pensione) si accede mediante sottoscrizione contrattuale presso qualsiasi assicurazione è come espresso chiaramente dalla legge ( art. 13 DL 05/12/2005 n° 252) unico scopo è quello di perseguire il fine previdenziale. Tale acronimo può essere considerato un contenitore nel quale fluiscono i contributi versati e nella misura del tipo di investimento può anche generare una crescita del capitale. In genere si sommerà alla somma elargita dall’ Imps o altro sistema pensionistico. In tempi dove è già discutibile la possibilità di riuscire a percepire una pensione massima basandoci più sulla pensione minima(14 anni di contributi) o nel peggiore dei casi ricorrere, poiché impossibilitati a versare dei contributi , a riscuotere l’assegno sociale ( è una assistenza fornita dall’ IMPS in media 500euro al mese) l’ansia non può che assalirci. Una persona può deliberatamente investire su una polizza assicurativa sulla vita o su un fondo previdenziale. Tra i due non mancano le differenze. Il fondo previdenziale essendo un contenitore individuale consente la variabilità dei versamenti, esclusiva scelta del utente che le sceglie in base alle proprie esigenze. In ultimo possiamo dire che tutti possono sottoscrivere una adesione al Pip sia esso casalinga o studente anche senza aver mai aperto un rapporto previdenziale pubblico. Non mancano poi le detrazioni fiscali e altri vantaggi legati al Pip e ai fondi previdenziali in genere che il Governo ha varato nella piena consapevolezza che la crisi finanziari tenderà a creare un caro vita ,disagi pensionistici e riduzioni delle retribuzioni future. Il Piano pensionistico individuale rappresenta una delle diverse alternative che uno possiede per garantirsi una maggiore tranquillità economica proporzionale alle sue aspettative.
Formula calcolo pensione Inps
Etichette: Pensione
alle 10:27 0 commenti
Il fondo pensione Cometa. Cos'è e come funziona
Il prestigioso fondo di pensione previdenziale complementare Cometa nasce da un accordo (21/10/1997) con diverse organizzazioni di categoria che sindacali (Fiom, Uilm e altri). Rivolto a tutti coloro che lavorano nella categoria dei metalmeccanici oppure che svolgono istallazioni e che riguardano il settore degli orafi e argentieri come previsto da un accordo stipulato (01/02/1999). Cometa è un fondo previdenziale complementare negoziale il quale unico e solo interesse è quello di garantire al lavoratore un capitale aggiuntivo a quello erogato dal sistema previdenziale Imps. Perciò non persegue fini di lucro alcuno ma solo l’interesse del lavoratore mediante gestione dei contributi incanalati in un fondo comune in seguito opportunamente investiti sul mercato finanziario . Nel momento in cui si aderisce a Cometa in genere fluiranno all’interno del fondo pensione i seguenti contributi del lavoratore: TFR (trattamento di fine rapporto)di solito conferiti tacitamente in parte o una percentuale come previsto dagli accordi e dalla legge. Una somma sottratta dal salario la quale potrà essere in libero arbitrio scelta dal lavoratore (in genere la somma minima di adesione 1,2% ) garantendo una somma anche del datore di lavoro che sarà soltanto in questo caso obbligato ad erogare. Per quanto concerne la gestione finanziaria del fondo pensione Cometa vi è una suddivisione in multicomparti ( in genere quattro: Comparto monetario plus, sicurezza, reddito, crescita). Questi sono associati ad un certo grado di rischio di investimento previdenziale e sono creati per soddisfare al pieno le esigenze e necessità di ogni aderente). Per quanto concerne la gestione del fondo previdenziale e la custodia , Cometa è obbligato per legge a scegliere delle società esternalizzate. Ovvero la Banca( BNP) ha il compito di custodire ma anche di controllare le richieste dei gestori come previsto dalla legge. Assicurazioni ed altre società sono scelte dal consiglio amministrativo (CDA).In ultima istanza il fondo pensione Cometa garantisce una serie di vantaggi che vanno da quelli fiscali (i contributi sono deducibili dal reddito fino a 5.164,57 euro) a quelli inerenti sia i costi minori di gestione sia la possibilità di ottenere il contributo del datore di lavoro.
Vedi anche: Come si calcola il TFR Come chiedere un anticipo sul proprio TFR
Etichette: Gestine TFR, Pensione
alle 05:49 0 commenti
Differenza tra fondi pensione chiusi ed aperti
Nel loro excursus legislativo i fondi pensione nascono con la riforma previdenziale avviata nel 1992 modificata successivamente con la legge 335/95 (controriforma Dini). Dopo tale riforma a livello previdenziale ci fu il passaggio dal calcolo retributivo al calcolo contributivo creando dei disagi ed instabilità pensionistici. Il fondo previdenziale risultò uno strumento essenziale in fase di pensionamento poiché dava la possibilità di avere un aggiuntivo economico da integrare a quello della previdenza Pubblica. La manovra citata darà origine in seguito a due tipologie di fondo previdenziale: fondo integrativo chiuso (negoziali) e fondo integrativo aperto. Nel primo caso come stabiliti da accordi presi contrattualmente con sindacati e rappresentanti di categoria si rivolgono a lavoratori in genere appartenenti alla medesima categoria professionale (i chimici sottoscrivono l’adesione al FONCHIM). Diciamo che l’adesione al fondo chiuso evidenzia una serie di vantaggi fiscali ma anche la possibilità di avere un contributo da parte del datore di lavoro. Tale contributo comunque non può essere superiore al 2% del reddito annuo al lordo dell’ imposte del dipendente.
I fondi aperti si rivolgono a determinati professionisti e lavoratori in genere. In percentuale esigua anche a lavoratori dipendenti non che non posseggono una copertura previdenziale. Questi fondi vengono investiti sui mercati finanziari mediante sistema di capitalizzazione. Il tutto nell’ intento di creare un ricavato aggiuntivo rispetta a quello dato dai contributi versati. Detto ciò risulta improbabile stabilire con estrema esattezza a quanto corrisponderà la quota previdenziale che riceveremo in quanto dipende da determinate varianti: periodo di giacenza di tale fondo, ricavi finanziari, relativi versamenti contributivi.. in genere è sempre messo in evidenza il grado di rischio degli investimenti effettuati. Per tutelare concretamente il lavoratore nasce il COVIP( Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione) che controlla tutte le operazioni finanziarie.
Leggi anche: Cosa sono i fondi pensione
Etichette: Pensione
alle 05:47 0 commenti
venerdì 6 agosto 2010
Il fondo pensione o di previdenza complementare. Come funziona
I fondi pensione hanno lo scopo principale di erogare a livello previdenziale determinati trattamenti pensionistici complementari. Tali erogazioni sono sempre proporzionali ai contributi versati. Esso è rappresentato dalla formazione di un fondo comune gestito con strumenti finanziari sulla base del principio di capitalizzazione. La vigilanza di tali fondi pensione spetta alla Commissione Vigilanza sui Fondi Pensione, al fine di garantire una corretta e trasparente gestione del capitale. Per quanto concerne il finanziamento di tali fondi è evidente che sia a carico dei lavoratori e in parte del datore di lavoro come espresso dalla legge (art .8 ,comma 1, d.lgs 124/93). Due sono le tipologie di fondi pensionistici uno definito in genere aperto l’ altro definito chiuso o negoziali. I fondi pensione complementari chiusi sono formati essenzialmente da soggetti o gruppi previsti espressamente dalla legge. Coloro che aderiscono ad un fondo chiuso di categoria di solito tende a non sottrarsi da esso ad esempio tutti i metalmeccanici aderiscono in genere al fondo Cometa i chimici aderiscono al fondo pensione complementare Fonchim. Per quanto riguarda i fondi complementari aperti di solito sono formati da coloro che non posseggono i requisiti per aderire ai fondi chiusi, oppure si sono avvalsi della facoltà di adesione ad uno dei due fondi liberamente. L’ adesione al fondo pensione dà la possibilità di avvalersi di vari vantaggi fiscali. Si può ottenere una deducibiltà al 12% dei contributi versati ( decreto legge del 18/02/2000 n°47). Un'altra alternativa considerata anche essa come strumento previdenziale è il Pac (acronimo che sta ad indicare Piano d’ Accumulo di Capitale). Il pac da la possibilità di non acquistare in una unica soluzione le quote di un fondo d’ investimento (azioni,obbligazioni) ma mediante ratei. Molti vantaggi associati ad esso anche se le commissioni e le spese di gestione rimangono alte. Queste somme accumulate daranno origine ad un capitale a disposizione del lavoratore una volta andato in pensione, è previsto comunque la possibilità di riscuotere in ogni momento il valore dell’investimento. Sua Variante è l’acronimo PIC. , esso viene erogato in una unica soluzione. Analizzando entrambi gli acronimi si evince facilmente che scegliendo la formula rateale(Pac) si possono mediare i prezzi. Per comprenderne il vantaggio possiamo porre un esempio pratico: poniamo che la borsa italiana subisca un crack finanziario subendo perdite quotidiane non indifferenti. Allora anche i fondi di investimento subiranno perdite nel valore delle quote. Se la crisi si protrarrà nel tempo ci vorranno anni al fine di ritornare al valore iniziale. Di conseguenza chi aveva investito in Pic prima della crisi ha dovuto attendere anni affinché vi si ripresentasse un equilibrio di valore. Di contro chi ha investito in Pac continuando a versare nonostante le quote perdessero valore hanno ottenuto un buon guadagno.
Etichette: Pensione
alle 13:05 0 commenti
Fondo pensione Espero per investire il TFR
La dirompente crisi economica che sta investendo a livello globale tutti i governi, ha portato al collasso tutta la finanza mondiale prima responsabile di tale situazione. Altro imputato è l’indebitamento pubblico che i vari Stati hanno aumentato in modo esponenziale negli anni. Alla luce di quanto detto è ipotizzabile che governi attuino delle restrizioni economiche sui stipendi pubblici sia sulle pensioni aumentando in tal modo le entrate statali. Risponde a questo problema Espero. Prestigioso strumento senza alcun fine di lucro il quale fine ultimo è solo quello di ottenere una pensione supplementare a quella erogata dall’ INPDAP ( Istituto Nazionale di Previdenza per i dipendenti della Amministrazione Pubblica). Espero nasce da un accordo varato il 14/03/2001 contratto con i vari sindacati di categoria (FLC CGIL CISL scuola UIL scuola). Esso si rivolge essenzialmente: dirigenti scolastici, insegnanti, personale tecnico amministrativo, ausiliari. Tutti coloro che hanno aderito ad Espjavascript:void(0)ero possono disporre di un personale conto nel quale confluiscono tutti i contributi versati. Questi capitali avvalendosi di economisti verranno investiti sui mercati finanziari. Tutta la struttura di controllo che amministrativa è esclusivamente eletta dagli aderenti stessi e da rappresentanti del MUR. In oltre Esporo risulta molto più vantaggioso rispetto al TFR riconosciuto per legge.(75% dell’indice ISTAT 1.5%). Ogni anno verrà recapitato nella propria abitazione un estratto conto nel quale verrà riportato con trasparenza sia i versamenti effettuati sia le relative risorse maturate. Espero non può essere colpita da procedure fallimentari in quanto gode di tecniche contabili di capitalizzazione del capitale, ovvero si avvale di investimenti che non possono superare la soglia tollerabile del patrimonio. La divisione in comparti di Espero consente di avere diverse tipologie di investimento dei fondi. Essi vengono investiti in: Titoli di Stato, pacchetti azionari, ed altri titoli obbligazionari. Il rendimento è legato all’ andamento del mercato. Creando una variabilità che non consente di definire con esattezza la pensione complementare, essa è connessa sempre al rischio degli andamenti di mercato sempre tenuti sotto controllo.
Vedi anche: Come si calcola il TFR
Etichette: Gestine TFR, Pensione
alle 08:59 0 commenti